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Chi trova un amico…

Chi non ha beneficiato di un maggior contatto pure con gli amici di sempre attraverso l’uso dei social network?
E’ la parte più evoluta del cervello quella che ci spinge a formare legami di amicizia e collaborazione; e non c’è dubbio che la diffusione dei social network interroghi molti studiosi del settore.
Agli scettici che tendono a semplificare il fenomeno riducendo tutto ad una perdita di tempo collettiva è l’entità a farli tornare con i piedi a terra. Si contano oltre 800 milioni di persone che in ogni parte del pianeta si connettono ad una relazione speciale su livelli unici di intensità emotiva e cognitiva.
Secondo due scienziati di Oxford, la colla neurochimica di tutto sono dei neurotrasmettitori che ci fanno mantenere quei complessi legami sociali che ci fanno sentire bene dopo lo sport la danza o la musica o che ci fanno vedere la vita con delle lenti rosa. “C’è un meccanismo nel nostro cervello che si occupa di facilitare e mantenere legami meno intensi ma più stabili” cioè esiste un neurotrasmettitore, base dei nostri legami amicali, che trova sviluppo e appagamento nelle pratiche relazionale della rete.

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