Rio12 per lo sviluppo sostenibile
Si è conclusa da pochi giorni a Rio de Janeiro la Conferenza dell’Onu sullo sviluppo sostenibile, vent’anni dopo la Conferenza Internazionale su Ambiente e Sviluppo tenutasi nella stessa città brasiliana nel giugno del 1992. I leader mondiali – consapevoli di dover delineare il futuro del pianeta – sono stati affiancati da associazioni come il WWF e da gruppi di ambientalisti come quelli riunitisi nel network 350.org, il cui nome sta ad indicare la volontà di abbassare a 350 parti per milione la concentrazione di CO2 nell’atmosfera.
Il documento finale della conferenza prende il titolo dalle parole del segretario generale ONU Ban Ki-Moon, da lui utilizzate per riferirsi alle sorti del pianeta: “Il futuro che vogliamo”. Si tratta di circa ottanta pagine dedicate alla promozione di un futuro economico, sociale e ambientale sostenibile per il pianeta e per le generazioni future. L’obiettivo è quello di integrare lo sviluppo sostenibile anche in aspetti economici e sociali sino a delineare il concetto di economia verde.
Al di là delle parole scritte su carta, ciò che si è creato attraverso il summit è una vera e propria ragnatela di contatti in tutto il mondo, tra rappresentanti istituzionali e non, la cui collaborazione sarà – si spera – fonte di risultati concreti.











